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domenica 25 maggio 2014

C'ERA UNA VOLTA: "RENDERE IL MALE PER IL BENE?" - IL GIUDIZIO DELLA VOLPE

Buona domenica lettori...
Oggi sono felice di riprendere una rubrica che mi sta particolarmente a cuore... "C'era una volta..."

Come alcuni di voi avranno già avuto modo di leggere, ogni volta che ho la possibilità di viaggiare mi piace andare a curiosare nella biblioteche del luogo. Ecco che ultimamente ho avuto modo di scoprire tutta un'intera collezione di libri che riprendono tutte delle storie tipiche di vari Paesi di tutto il mondo. Sono fiabe, miti, leggende trascritte e tradotte da cantori che trasmettono la loro conoscenza oralmente. 
Come spiegarvi l'enorme piacere nello scoprire questo piccolo tesoro.

E cosi' ho deciso di prendere la prima raccolta sulle fiabe degli INDIANI QUECHUA del Peru'.


Mi sento in dovere di inquadrare la cultura e il popolo di cui avro' il piacere di trascrivere un racconto.

Il termine "Quechua" indica prima di tutto un gruppo delle più importanti lingue amerindiane del continente sud-americano. Circa 10 milioni di persone parlano il Quechua di cui la metà vive in Perù. Oggi, insieme allo spagnolo, è la lingua ufficiale del Perù, della Bolivia, della Colombia e dell'Equador. Ma si usa anche in Argentina e in Chili.

La spiegazione del perché la lingua Quechua sia utilizzata in un cosi' vasto territorio è dovuta al fatto che fu utilizzata inizialmente dagli Inca e poi dagli spagnoli per unificare il loro impero. 

Il Perù è il terzo Paese dell'America Latina più grande dopo il Brasile e l'Argentina e conosce una grande biodiversità. Oltre alla sua costa e alle sue cantene montuose, comprende anche la giungla amazzonica, il deserto, i vulcani, i laghi che forniscono alle fiabe il loro decoro naturale. 

Gli indiani Quechua del perù vivono principalmente sulle piane delle Ande, tra 2500 e 4000 metri di altitudine. Le loro condizioni di esistenza sono molto rudi. Vivono grazie all'agricoltura e all'allevamento. Coltivano principalmente patate, mais e orzo. I lama rappresentano le figure emblematiche delle loro mandrie, insieme ai vigogne e agli alpaca.



Il loro modo di vita è studiato da numerosi etnologi e storici peruviani o stranieri. 

La fiaba che seguirà fa parte di una raccolta concepita e scritta grazie all'ausilio di Jorge Basadre e José Maria Arguedas, che sono oggi considerati come i più grandi specialisti della letteratura orale degli Indiani Quechua del Perù.


"RENDERE IL MALE PER IL BENE?" - IL GIUDIZIO DELLA VOLPE



Una sera, mentre stava rincasando, un contandino si rese conto di un enorme tronco di legno che schiacciava un serpente. Era una bella biscia dalla pelle gialla con delle grandi chiazze nere. Sulla sua larga testa due piccoli occhi facevano transparire tanta sofferenza. 
Il contadino tiro' su le maniche della sua camicia e dopo diversi sforzi riusci' finalmente a sollevare il tronco e a liberare l'animale. Si sedette poi su una pietra per riprendere fiato ed asciugarsi la fronte. 
La biscia si arrotolo' su se stessa e, sollevando la sua testa inizio' a guardare insistentemente l'uomo. 
Il contadino la osservava con piacere fino a  quando, tutto d'un colpo, il serpente si sollevo' con aria minacciante:
- Ho tanta fame adesso! Miam ti voglio divorare!
Il contadino balzo' all'indietro.
- Ma questo è impossible!
- Perché?
- Perché ti ho appena salvato la vita!
- Ma io ho fame!
- Ma come! Tu vuoi rendere il male per il bene?
- E allora? Cosa c'è di più naturale?
- Non sono per niente d'accordo. Cerchiamo un giudice che possa risolvere il nostro problema.


La biscia accetto' e durante il loro cammino incontrarono un cane pelle e ossa. 
Gli esposero il dilemma e dopo poco tempo il cane diede il suo verdetto:
- Bravo! Ben fatto la biscia! Io, quando ero giovane, sorvegliavo la fattoria dei miei padroni. Avevo quindi diritto alle loro carezze e a dei buoni pasti. Un giorno mi hanno trovato troppo vechhio e mi hanno cacciato a colpi di calci e pietre. Da quel giorno erro a destra e a sinistra cercando di sopravvivere. Tutto questo vuole dire che loro mi hanno reso il male per il bene! Quello che mi è arrivato non ha niente di eccezionale. Anzi direi quasi che è dappertutto un po' la regola. Allora perché dovrebbe essere diversamente per questo contadino?
- Cerchiamo un altro giudice, urlo' il pover'uomo.
- D'accordo, ma che sia l'ultimo! annui' la biscia.
E cosi' ripresero a camminare sulla montagna. Dopo un po' di tempo incrociarono sul loro cammino una volpe. Gli spiegarono il problema e gli comunicarono anche il verdetto del cane.
La volpe, seduta sulle zampe posteriori li ascoltava tranquillamente. 
Quando ebbero finito, la volpe si mise a riflettere in silenzio e dopo qualche istante dichiaro':
- Bene, ho capito la situazione. Ma per dare il mio giudizio ho bisogno che i fatti siano ben riconstituiti. Ecco perché dobbiamo recarci immediatamente sul luogo del vostro incontro. 
Ripercorsero il tragitto dell'andata. 
Una volta sul posto, la biscia scivolo' sotto il pesante tronco d'albero che l'uomo posiziono' esattamente com'era al momento in cui vide il serpente imprigionato.
- Voilà, volpe, io ero esattamente in questa posizione quando questo uomo è intervenuto. Disse la biscia. Allora, qual è il tuo giudizio?
La volpe fisso' il contandino. Poi gli chiese:
- Se, per caso, incontrassi una biscia imprigionata sotto un tronco d'albero, cosa penseresti di fare adesso?

[Racconto tratto da "Literatura Inca" da Jorge Basadre (edizione Desclée de Brouwer, Parigi, 1938). Prese e raccolte nell'Ancash, regione situate ial nord del Perù]


E ditemi, miei cari lettori, cosa ne pensate voi? 

Alla prossima!



Esmeralda

2 commenti:

  1. ciao Esmeralda, che carina quest'idea del "c'era una volta...", mi sono appena aggiunta ai tuoi lettori fissi. Ti andrebbe di passare anche te sul mio blog di disegni?
    Ti lascio il link: http://inthelandoflostdreams.blogspot.it/
    Grazie!

    RispondiElimina

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