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venerdì 6 settembre 2013

RECENSIONE: IL DIO DELLE PICCOLE COSE di Arundhati Roy

OOOOOOHHHHH SANTA LA PAZIENZA!

CE L'HO FATTA, da non crederci, ma CE L'HO FATTA!
L'HO FINITO FINALMENTE! "MISSIONE IMPOSSIBILE" ACCOMPIUTA!

Voilà, bando al basso umorismo... Oggi vi parlero' di questo romanzo!

Ho acquistato "Il dio delle piccole cose" su internet. Lessi le decine e decine di belle recensioni, lessi la trama e voilà, COMPRATO!
Iniziai subito la lettura, le pagine passavano, lentamente... TROPPO LENTAMENTE! Arrivata a pagina 50 ho chiuso il libro e mi sono detta "No! Questo libro è illeggibile!".
Da quel momento sono passati 6 mesi.
Ho ripreso in mano il libro di Arundhati Roy e con un ENORME SFORZO, l'ho terminato!

Ecco la mia espressione al termine della lettura!



Mi è estremamente difficile fare questa recensione, perché non so veramente da dove iniziare!
Un romanzo tanto pubblicizzato, un libro che ha vinto il premio "Booker Prize" nel 1997, un libro che da tante aspettattive e che in conclusione è stato una delusione totale!
Premetto che raramente non termino un libro. Di base amo iniziare e finire qualsiasi lettura decida di acquistare. Ecco perché ho trovato già eccezionale il fatto che lo abbia messo da parte dopo le prime 50 pagine. Ma la testardaggine ha voluto che lo riprendessi e lo finissi.


Da dove iniziare quindi?

Normalmente incomincio con la trama. Ma la domanda che mi sono posta alla fine del libro è stata proprio questa: "Ma che trama è?". Quindi non riesco a parlarvi della trama, perché penso che non ci sia una trama di fondo!

Inizio con il parlarvi della stesura.
Una roba pazzesca. Pagine, pagine e ancora pagine di descrizioni assurde, di pensieri strampalati che vanno a destra e manca senza assolutamente un filo conduttore o un filo logico.
Immaginatevi una persona che davanti ad uno psicologo lasci che la sua bocca esprima tutto quello che le passa per la testa, un pensiero dietro l'altro, prendete tutti questi pensieri e buttateli su carta, ecco che avrete lo stile di scrittura che ha usato Arundhati Roy.
Una scrittura prolissa, incoerente, pesante e lunga da morire. La narrazione non segue un filo conduttore, va avanti e indietro nel tempo. Prima si parla di alcuni personaggi poi di altri senza avvertire, ed ecco che il lettore si trova spaesato ed è costretto a riprendere la lettura da capo e questo è qualcosa di altamente demoralizzante visto le 400 pagine del libro che sembrano non finire mai, più vai avanti e più devi tornare indietro per cercare di capire di che cosa sta parlando l'autrice.


Penso che se si tagliassero le descrizioni inutili, i testi insensati, i collegamenti strampalati, beh, credo che il libro sarebbe al massimo di 100 pagine, me sarei generosa a dire 100 pagine!

Parlato della scrittura e della narrazione, cerco di parlarvi della trama. (spero di riuscirci!)

Il romanzo è ambientato in India, più precisamente nell'India del sud, un 'India scombussolata da lotte interne e dall'avvento del comunismo. Si parla di questa famiglia (questo ho iniziato a comprenderlo a pagina 100), una famiglia della casta dei "Touchable" medio borghesi. Abbiamo nonna (Mammachi), nonno (Pappachi), la piccola zia (Baby Kochamma), la mamma (Ammu), lo zio (Chacko), la figlia dello zio rimasta in Inghilterra con la madre (Sophie Mol), ed i gemelli dizigoti figli di Ammu (i "protagonisti") Rahel e Estha.
Inquadrata la famiglia, l'autrice ci racconta le vicende di alcuni di loro, vicende facenti parte del passato e del presente. C'è un dramma, anzi più drammi che colpiscono la vita famigliare ma quasi non si percepiscono. Arrivano, sembra che finalmente si sia giunti a capire qualcosa, ma NOOO! ERRORE! Si ritorna indietro e punto a capo che si riparte a parlare di qualcun altro e il lettore spera che arrivando alla fine tutti i nodi vengano al pettine... SBAGLIATO! L'amaro in bocca resta!


Non riesco a raccontarvi di più per quanto riguarda la trama, ma amerei esprimere il mio parere su di essa.

Sono certa che in un'India ancora imbevuta nelle differete sociali, un'India  fatta di caste sulla soglia di mille cambiamenti grazie all'avvento del comunismo, i temi da trattare potrebbero essere una miriade. Talmente tanti da toccare il cuore, da far riflettere, da trasportare il lettore.
Nel libro c'è crudezza che è emanata dai singoli personaggi. Vengono trattate emozioni che non sono veramente approfondite, il tutto è come sfiorato, buttato li' (Pazzesco dire "buttato li'" su un libro di 400 pagine!)
Ci sono scene che rasentano l'assurdità e che francamente mi hanno disgustato e fossi l'autrice avrei veramente evitato. Non posso svelarvi di cosa si tratta, ma arrivando verso la fine potreste capire. 
E la storia che veramente sarebbe dovuta essere approfondita, esaltata... Eh Beh! La scrittrice le dedica 10 pagine alla fine e anche questa è "buttata li'" cosi' che ti viene da dire, ma cos'è, uno scherzo? Ma questo libro è una presa in giro?

Cari lettori ho pensato e riflettuto tutta la serata per cercare di capire di che tipo di libro si trattasse! Mi ha devastato il fatto che cosi' tante persone lo avessero amato!
Ecco che sono andata a riprendere le recensioni, alla ricerca di cosa fosse piaciuto a questa tanta gente che aveva regalato voti cosi' alti! 
E là... Bocca aperta! Mi leggo "storia meravigliosa!", "toccante", "le ultime pagine favolose!"...
CHE?!?!?!
Allora vado a cercare le recensioni negative!
E cosa stranissima, se le recensioni positive avevano una media di 4.5 stelle su 5, quelle negative erano veramente negative, una media di 1,5 stelle su 5! Personalmente non ho mai visto una cosa del genere!
Leggendo le recensioni negative vedo con piacere pareri simili al mio, pareri che condividevo al 100%.
Una signora scriveva che il libro le era stato regalato da un caro amico, il quale le aveva parlato di un finale meraviglioso.
Con fatica la signora è giunta al termine e giustamente ha scritto "come si fa a definire bello un libro illeggibile per le sue sole 10 ultime pagine!"

DELUSIONE INCREDIBILE! 
NON LO CONSIGLIO A NESSUNO!

Penso che questa autrice dire che abbia avuto una spinta è dire poco, perché con un tema di tale portata il minimo è che si potesse fare un libro molto apprezzabile.
Un'autrice che non è in grado di scrivere, che non è in grado di presentare in modo coerente l'argomento di cui ha trattato, un'autrice che sicuramente ha un grande "irrisolto" dentro di sé e che forse, anziché scrivere un romanzo insensato avrebbe dovuto prima chiarirsi le idee andando probabilmente da qualcuno che potesse aiutarla. Perché sembro crudele, ma a me sembra un libro scritto da qualcuno che veramente ha dei seri problemi irrisolti nella sua mente, e che tali problemi la mettano in un grave stato confusionale.
E visto che non sono una psicologa, e visto che l'interesse di acquistare un libro da 20€ è quello di ammigliorare il mio bagaglio al termine della lettura e non di avere la mente più confusa e più colma di schifezze... io SCONSIGLIO QUESTO LIBRO, LO SCONSIGLIO PIENAMENTE!


NON HO AMATO!


5 commenti:

  1. Ammetto che le tue critiche mi hanno messo un po' di curiosità su questo libro... Ma non abbastanza per affrontare 400 pagine di sproloquio. Per questa volta riesco a nn allungare la WL :-D

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    1. Ciao Lorenza, grazie per la tua visita!
      Guarda per farti un'idea e toglierti la curiosità basta che tu legga le prime 10 pagine o meno! Il libro è tutto cosi'! (Non so se hai la possibilità di trovarlo in biblioteca, gli dai una sfogliata, e ti sei fatta un'idea!)
      Se non sbaglio ora è anche in formato tascabile, ma non ne sono sicura!
      Poi non è detto che tu condivida la mia idea... Certo è che ho trovato impressionante la miriade di gente a cui è piaciuto questo libro!
      Boh!
      I gusti son gusti!
      Raramente mi capita di essermi pentita di un acquisto 'libresco"... anzi penso che questo sia l'unico caso!

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  2. Concordo pienamente con la recensione e, sulla base di questa, io abbandono a pagina150! Qui ci sono arrivata a fatica sperando di trovare il bandolo della matassa ma credo proprio che purtroppo non ci sia!

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  3. Non concordo affatto.
    "Il dio delle piccole cose" è uno dei più bei libri che io abbia letto.
    Forse richiede impegno e attenzione, ma merita, eccome se merita.

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    Risposte
    1. Ebbene Maluanis, sei libero di esprimere la tua opinione. Ma sarebbe consigliato esporci in cosa merita questo libro. Io ho giustificato ilmio parere...giustifica il tuo.

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