RECENSIONE: LO SCARABEO DELLA SIGNORINA BENSON di RACHEL JOYCE

 “Noi non siamo le cose che ci capitano. Possiamo essere quello che ci pare.”


La prima volta che ho preso tra le mani “Lo scarabeo della signorina Benson” di Rachel Joyce non sono riuscita a leggere più di due pagine. Non era la scrittura né tantomeno la trama ad avermi bloccato, era semplicemente il fatto che il libro non era quello adatto in quel preciso istante.


Credo che esista un libro adatto per ogni momento preciso e “Lo scarabeo della signorina Benson” non era il libro adatto a me in quel preciso momento.


Sono convinta che ogni casa debba possedere una ricca biblioteca per aver sempre la scelta di poter leggere il libro giusto al momento giusto.

Sento che questo potrebbe essere un valido argomento da portare avanti con mio marito la prossima volta che rientrerò con la borsa stracolma di libri! 

“Caro, ho dovuto acquistarli, era essenziale … Perché dobbiamo avere il libro giusto per ogni momento giusto!😁” 

Ottimo argomento! Potete prenderne spunto anche voi, miei cari lettori/acquirenti compulsivi di libri!


Avevo quindi messo da parte questo romanzo, ed è solo qualche giorno fa che, immobile davanti alla mia libreria in cerca di una nuova avventura in cui tuffarmi, i miei occhi si sono posati nuovamente su “Lo scarabeo della signorina Benson” di Rachel Joyce.

E questa volta il momento era quello giusto!😉


L'ho letteralmente divorato. Una scrittura fluida e leggera che accompagna una storia del tutto delirante.


Siamo in Inghilterra poco dopo la Seconda Guerra Mondiale. La gente soffre. Soffre la fame, la perdita di persone care, soffre la povertà.


Margery Benson è una donnona single, un'insegnante di economia domestica, un personaggio alquanto triste, sfortunato, insoddisfatto della sua quotidianità. 

Non ama la sua persona, non ama il suo lavoro e sente l'inutilità della sua vita monotona.



Un giorno, un giorno che sembrava essere come tanti, accade un fatto che la sciocca. In una delle sue solite lezioni, le sue allieve si passano tra le mani un biglietto. Una volta sequestrato il biglietto, Margery lo guarda e si vede, anzi vede la caricatura la più crudele che le ragazze hanno fatto di lei. Si vede allo specchio, vede tutti i suoi difetti, vede tutto quello che non ama di sé. E come un secchio d'acqua in pieno volto, Margery si sveglia e decide di fuggire da quell'immagine di sé, da quella vita triste che la teneva prigioniera.

E in men che non si dica inizia a mettere in atto tutto il necessario per intraprendere il suo sogno nel cassetto: un viaggio in Nuova Caledonia alla ricerca del famoso Scarabeo Dorato.



Certo non può intraprendere questo viaggio da sola, ha bisogno di un assistente.

Tre persone si presenteranno, ma trovare quella giusta non risulta essere un'impresa così semplice.

Il tempo stringe e alla fine gli avvenimenti la mettono spalle al muro e si ritrova obbligata a prendere con sé la più improbabile delle assistenti: Enid.

Due figure completamente opposte, uniche nel loro genere e senza saperlo così complementari.


La loro avventura non sarebbe così speciale se l'autrice non avesse messo questi due personaggi nel suo romanzo.


La storia è ricca di colpi di scena, di susseguirsi di eventi che ci trasportano in luoghi mai visti e ci fanno vivere situazioni alquanto esilaranti.



È una lettura veloce e fluida. Ho amato le descrizioni, i paesaggi e il ruolo di ogni personaggio. Ma devo ammettere che mi sono personalmente affezionata ad Enid. Così fragile ha dimostrato una forza inaspettata, così naive e superficiale, ha saputo essere intelligente, astuta e capace. Un personaggio che si potrebbe facilmete sottovalutare quando invece risulta essere di una tale importanza. E non parlo solamente del romanzo.

Perché questa lettura, a parte il fatto di farmi immergere in un'avventura sorprendente, mi ha spinto a riflettere sulla vita.

Quanti di noi si ritrovano imprigionati in un tran tran quotidiano che non ci appaga, ma che anzi ci distrugge piano piano, giorno dopo giorno. E alla fine ci ritroviamo ad essere la caricatura di noi stessi, tristi e annientati. E se invece avessimo preso un'altra strada, una strada che avrebbe implicato più coraggio, avremmo potuto forse realizzare i nostri sogni, avremmo potuto realizzarci.


Il coraggio è quello che contraddistingue le due protagoniste, ed è sul coraggio di fare la scelta meno probabile e meno scontata che si è soffermata la mia attenzione.

Non è mai troppo tardi per fare la scelta giusta.

Ma oltre all'aspetto del coraggio, ciò che ha attirato la mia attenzione, ciò che mi ha portato a riflettere, è il fatto della scelta delle persone giuste con cui intraprendere quel viaggio che si chiama vita.

Sono dell'idea che ci sia gente che è fatta per trascinarti verso il basso e gente pronta a portarti verso l'alto, a valorizzarti e a farti crescere.

Bisogna sempre circondarsi di persone pronte a farti dare il meglio di te. E l'errore può spesso essere che queste persone le cerchiamo nella gente più simile a noi. Quando invece potrebbero proprio essere coloro che sono così differenti, cosi distanti da noi ad aiutarci nelle nostra crescita personale.

Il rischio è che l’ambiente attorno, gli avvenimenti, le sofferenze, le persone, plasmano il nostro essere, giorno dopo giorno fino a farci diventare quello che non avremmo mai voluto essere. E pensiamo che oramai sia troppo tardi, e ci si lascia andare. Ed è lì che si vede l'importanza delle giuste conoscenze, l'importanza del coraggio di cambiare la rotta se quella rotta risulta essere nociva.



Questo è il libro delle seconde chances ed io amo le seconde chances.

Sono dell'idea che non è mai troppo tardi, che l'etichetta che gli altri ci hanno messo non deve per forza corrispondere alla nostra carta d'identità, che se la vita che viviamo ci sta annientando, allora possiamo trovare il coraggio per cambiare rotta.

Ecco perché ho amato questo libro. Perché parla della ricerca di una nuova vita, la ricerca di una nuova identità.

È vero che verso la fine ho intuito dove l'autrive voleva portarmi, ed è vero che avrei preferito essere sorpresa. Ma questo non toglie che ho amato la storia, ne ho amato i personaggi, ho amato le riflessioni che sono arrivate dopo la chiusura del libro.

Ed è per tutto questo che vi consiglio questo romanzo, certa che vi farà trasccorrere un bel momento, ricco di colpi di scena e di riflessioni.


“Ma per quanto la vita faccia schifo, io non ho mai voluto mollare. Non ho mai smesso di aver voglia di andare avanti e di aspettare il momento in cui magari sarebbe andata meglio. Te lo devi ricordare. Non devi mollare mai più.”


Esmeralda Dakia






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